"Who watches the Watchmen?"
Qualche decennio fa questo grafito figurava come una coltellata allo storytelling tradizionale sui muri di carta degli anni ottanta distopici di Alan Moore nel suo capolavoro a fumetti Whatchmen: chi sorveglia i sorveglianti?
L'ultimo capitolo della saga cinematografica di Captain America ruota completamente intorno a questa domanda, ma nel caso specifico la risoluzione è molto semplice: il governo degli Stati Uniti d'America.
E le domande, o meglio i dubbi, si moltiplicano rapidi come una corsa di Quicksilver: c'è un limite tra eroismo e vigilantismo? possono individui dotati di capacità precluse alla maggioranza delle persone del mondo arrogarsi il diritto di diventare i nostri "protettori", quando per proteggerci rischiano di distruggerci? E' giusto fermarsi davanti a un ordine superiore se si è convinti di poter fare la differenza coi propri poteri? E' giusto che qualcuno decida quando e come si può e si deve aiutare un innocente oppure no?
Perchè negli ultimi capitoli della saga cinematografica del Marvel Cinematic Universe i Vendicatori hanno quasi distrutto città come New York e Washington e adirittura un intero paese, e gli USA non vogliono più stare a guardare un gruppo di privati cittadini dotati di superpoteri decidere quando e come intervenire, o creare intelligenze artificiali genocide.
Da qui entrano in gioco le singole personalità coinvolte nella grande battaglia che inevitabilmente ne scaturisce, e dunque lo scontro epico tra due vere colonne portanti di questo immenso templio dell'intrattenimento: Captain America e Iron Man.
Al di là di tutto quello che vedrete o avete già visto al cinema, su cui non voglio dilungarmi anche per non imbattere nella sporca pratica dello spoiler, la cosa importante è che questo è davvero un gran bel film d'azione: i fratelli Russo sono dei maestri nell'orchestrare i tempi dell'azione e quelli dello svolgimento narrativo, miscelando sapientemente lo spazio dedicato ai (tantissimi) personaggi coinvolti, senza concentrarsi mai in modo ossessivo su uno solo di questi, ma facendo comunque restare il film un capitolo di Captain America e non un nuovo episodio di Avengers.
I vecchi personaggio sono ormai perfetti e rodatissimi nelle loro parti, evoluti al punto giusto da sembrarci quasi familiari, e quelli nuovi sono caratterizati così bene da avere una potenza scenica paragonabile a quella dei capisaldi già affermati.
Gli effetti visivi e le coreografie sono sempre chiare e potenti in pieno stile Russo, e non lasciano mai spazio alla confusione visiva, difetto che invece affliggeva non poco i due capitoli di Avengers di Whedon.
Come ho ampiamente spiegato in un post precedente non esiste nessuna legge scritta che obblighi un film coi supereroi ad essere integralmente fedele alla sua controparte a fumetti, dunque il fatto che la saga Civil War di mark Millar funga solo da (interessantissimo) spunto per questo film lo trovo un fatto assolutamente consono e naturale, ed ogni polemica a riguardo è sterile e senza senso, piuttosto è molto interessante il modo in cui i Russo colgano a piene mani alcuni riferimenti visivi che citano potentemente i disegni di Steve McNiven, veri e proprio riferimenti artistici imprescindibili.
Non si può rimanere delusi da un film di questo genere, sia che ti piaccia semplicemente l'azione sia se sei un Marvel fan della prima ora.
venerdì 6 maggio 2016
giovedì 28 aprile 2016
CRONACHE DI UN REGISTA INDIPENDENTE PARTE 3: "Birth of a projectionist"(2009)
TRAMA: In una piccola sala cinematografica tra le montagne si svolge un insolito rito ad ogni generazione, con il fine di decretare il nuovo proiezionista della sala. DATA DI USCITA: Dicembre 2009.
GENERE: Drammatico.
DURATA: 12 min.
CAST PRINCIPALE: Michael Boniface, Roberto Chiurato, Attilio Fusaro, Rosa Freni.
SOGGETTO: Edy Chiurato.
SCENEGGIATURA: Edy Chiurato.
MUSICA: Stefano Colli.
FOTOGRAFIA: Fabrizio Pascal.
OPERATORE ALLA MACCHINA, MONTAGGIO E REGIA: Luca Angioli.
Siamo arrivati ad un punto della mia carriera registica che io definirei fondamentale, perchè mai come nella realizzazione di Birth of a Projectionist ho sentito forte la sensazione di essere diventato padrone di alcuni aspetti della realizzazione di un film breve che prima di allora non padroneggiavo per niente.
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| Io ed Edy Chiurato all'inizio delle riprese |
Io venivo dal successo insperato di NO MAN'S LAND, uno spot pubblicitario realizzato per un contest indetto da un canale della piattaforma Sky, che aveva vinto il concorso procurandomi anche una certa somma di denaro che ero pronto ad investire in un nuovo progetto.
E così non ci fu bisogno di molto tempo per decidere di prendere ferie e starmene 15 giorni in Valle d'Aosta a realizzare quello che ancora oggi è il cortometraggio di cui vado più fiero.
C'è davvero tutto in questo corto, o meglio tutto quello che io e Edy amavamo alla follia, tutte le nostre fascinazioni del periodo universitario, dalle immagini avanguardistiche de L'Uomo con la Macchina da Presa di Vertov (1929), attraverso l'occhio vigile e sintetico dell'HALL 9000 di odissea 2001 nello Spazio di Kubrick (1968), passando per gli elementi quasi horror chiaramente ispirati a Dario Argento.
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| L'Uomo con la Macchina da Presa (1929) |
Riuscimmo a cotruire un impalcatura per riprendere la saletta di proiezione parallelamente alla sua altezza, utilizzammo luci allo iodio potentissime e fari par noleggiati presso un teatro per l'illuminazione integrale dello schermo e per gli effetti di luce ambientale.
La fotografia del corto venne curata da me ed
| L'occhio del proiettore in Birth of a Projectionist (2009) |
In definitiva non posso che invitarvi a dare un'opportunità a questi 12 minuti che ci procurarono tanta fatica ma anche immense gioie, dove scoprirete anche il sound design realizzato da Stefano Colli e le sue splendide musiche, anche in questo caso la prima esperienza con una colonna sonora realizzata appositamente per un mio cortometraggio (richiese quasi lo stesso tempo di produzione del film per essere ultimata).
Il cortometraggio partecipò a diversi festival e arrivò anche in finale al Cortonovo 2010.
lunedì 4 aprile 2016
Il Cinema non è un Fumetto!
Ognuno di noi, tranne coloro che sono completamente privi di qualsivoglia forma di sensibilità, è attratto dall'arte in una o più delle sue infinite forme espressive, e come per ogni altra sfera del sapere e dell'esistenza, è normale che si creino delle preferenze che portano l'utente a preferire una forma d'espressione piuttosto che un altra.
Quello che è importante sapere però è che sarebbe molto opportuno non fare confusione tra le arti, che per quanto sempre pronte a fondersi tra loro per creare nuovi orizzonti creativi, restano sempre e comunque delle entità a sè stanti, che devono assolutamente rispettare le regole che sono parte della loro essenza primaria.
Tutto questo sermone filosofico per dirvi, come da titolo, che il cinema non è un fumetto, ovvero, per tornare a ben più terrene terminologie, non dovete fracassare il mio intelletto già provato con le vostre stupide lamentele inerenti alla poca fedeltà e affini del cine-fumetto (uno a caso) con la sua fonte originale.
Il cinema da sempre adatta tutto, dalla letteratura al teatro passando appunto per il fumetto, e questa parola, "Adattamento", significa proprio che per un opera a fumetti è necessario essere adattata al cinema.
Questo perchè il fumetto ha le pagine, la carta, le vignette, le didascalie, i colori, il bianco e nero, le chine, i baloon; e invece il cinema ha le inquadrature, il sonoro, la colonna sonora, le scenografie, gli attori, i dialoghi, i fuori campo.
Ci sono delle analogie, certo, e spesso sono proprio queste analogie a potenziare un particolare aspetto di un fumetto adattato per il cinema (pensate alle didascalie di Sin City e ai meravigliosi fuori campo del film), ma resteranno sempre due forme d'arte distinte.
Ecco perchè nel momento in cui andiamo al cinema per vedere l'adattamento in pellicola di un fumetto dobbiamo aspettarci di vedere qualcosa di completamente nuovo, che si basa sull'opera a fumetti da cui è tratta.
Il film risulterà essere buono o cattivo a seconda di come tutti gli aspetti che lo compongono finalizzeranno l'opera, e certamente anche dalla qualità dell'adattamento.
Nessuno direbbe mai che in un film su Superman il suddetto possa anche avere una doppia vita in vui si prostituisce, in quel caso si tratterebbe assolutamente di un grave errore di adattamento (il Luthor dell'ultimo Superman VS Batman è un esempio di tale affermazione, dato che assomiglia a Joker e non ha nulla a che vedere con il personaggio DC).
Il fumetto è, dopo il Cinema, l'arte che più mi appassione ed emoziona da quando ero un bambino, e quando la Marvel Studios cominciò a dare vita al Marvel Cinematic Universe e alle serie televisive per me fu come un sogno che si avverava, ma mai e poi mai mi sono messo a fare i capricci sul mio profilo FB perchè nei film Bucky aveva la stessa età di Steve, o perchè Hank Pym non è l'inventore di Ultron; ho semplicemente capito che per una pellicola cinematografica quelle erano le scelte più funzionali alla costruzione di una buona (nuova) storia.
Fatelo anche voi, per piacere.
[DEDICATO A TUTTI I BIMBO-MINCHIA]
Quello che è importante sapere però è che sarebbe molto opportuno non fare confusione tra le arti, che per quanto sempre pronte a fondersi tra loro per creare nuovi orizzonti creativi, restano sempre e comunque delle entità a sè stanti, che devono assolutamente rispettare le regole che sono parte della loro essenza primaria.
Tutto questo sermone filosofico per dirvi, come da titolo, che il cinema non è un fumetto, ovvero, per tornare a ben più terrene terminologie, non dovete fracassare il mio intelletto già provato con le vostre stupide lamentele inerenti alla poca fedeltà e affini del cine-fumetto (uno a caso) con la sua fonte originale.
Il cinema da sempre adatta tutto, dalla letteratura al teatro passando appunto per il fumetto, e questa parola, "Adattamento", significa proprio che per un opera a fumetti è necessario essere adattata al cinema.
Questo perchè il fumetto ha le pagine, la carta, le vignette, le didascalie, i colori, il bianco e nero, le chine, i baloon; e invece il cinema ha le inquadrature, il sonoro, la colonna sonora, le scenografie, gli attori, i dialoghi, i fuori campo.
Ci sono delle analogie, certo, e spesso sono proprio queste analogie a potenziare un particolare aspetto di un fumetto adattato per il cinema (pensate alle didascalie di Sin City e ai meravigliosi fuori campo del film), ma resteranno sempre due forme d'arte distinte.
Ecco perchè nel momento in cui andiamo al cinema per vedere l'adattamento in pellicola di un fumetto dobbiamo aspettarci di vedere qualcosa di completamente nuovo, che si basa sull'opera a fumetti da cui è tratta.
Il film risulterà essere buono o cattivo a seconda di come tutti gli aspetti che lo compongono finalizzeranno l'opera, e certamente anche dalla qualità dell'adattamento.
Nessuno direbbe mai che in un film su Superman il suddetto possa anche avere una doppia vita in vui si prostituisce, in quel caso si tratterebbe assolutamente di un grave errore di adattamento (il Luthor dell'ultimo Superman VS Batman è un esempio di tale affermazione, dato che assomiglia a Joker e non ha nulla a che vedere con il personaggio DC).
Il fumetto è, dopo il Cinema, l'arte che più mi appassione ed emoziona da quando ero un bambino, e quando la Marvel Studios cominciò a dare vita al Marvel Cinematic Universe e alle serie televisive per me fu come un sogno che si avverava, ma mai e poi mai mi sono messo a fare i capricci sul mio profilo FB perchè nei film Bucky aveva la stessa età di Steve, o perchè Hank Pym non è l'inventore di Ultron; ho semplicemente capito che per una pellicola cinematografica quelle erano le scelte più funzionali alla costruzione di una buona (nuova) storia.
Fatelo anche voi, per piacere.
[DEDICATO A TUTTI I BIMBO-MINCHIA]
giovedì 17 marzo 2016
PROJECT 6845 - I DIARI DELLA PRE-PRODUZIONE PARTE 1
| Io e Marcello. |
Questo progetto sarà scritto e diretto dal sottoscritto insieme all'amico e collaboratore Marcello Alongi, mago degli obiettivi e degli effetti speciali che è stato fondamentale nella realizzazione di Altrove e con Nessuno nel 2014.
Questa nuova rubrica del blog rappresenterà un diario della produzione del cortometraggio, e ovviamente si parte con la pre-produzione, momento bellissimo in cui si studiano tutti quei dettagli che messi insieme come in un puzzle andranno poi a formare l'opera finita.
Tutto è cominciato con una cena in cui io e Marcello ci siamo ritrovati dopo parecchio tempo, e come succede solo a noi due, è bastato che gli dicessi questa piccola idea che avevo avuto per mettere in moto un brainstorming in cui davvero le idee cadevano come dei fulmini nelle nostre teste.
Fatto sta che il giorno dopo mi trovavo già a scrivere il film, una storia molto breve che occupa tre piccole paginette, tre paginette che sono a tutti gli effetti la prima sceneggiatura originale che scrivo dai tempi de L'invisibile (2007).
![]() |
| La sceneggiatura. |
A questo punto è arrivato il momento di cominciare a visualizzare il film.
Per ora posso dirvi che si tratta di un cortometraggio di ambientazione storica ed esotica, per cui le difficoltà non saranno poche per cercare di risultare il più possibile credibili (come capirete non avevamo proprio modo di andare davvero dove si svolge il film, e non dico altro), sia in termini di locations che di attori.
Ma ci siamo già mossi energicamente, anche grazie all'aiuto di Erica Tassone, che si occuperà di tutta la parte grafica e scenografica del film, già al lavoro sui disegni degli storyboards e sulla ricerca dei costumi, per i quali sarà fondamentale il supporto e l'aiuto di Loredana Pirletti, abituata da anni a sistemare costumi di scena per la piccola Erica, che oltre ad essere la mia dolce metà è anche una magnifica ballerina.
| Bozzetti preparatori di Erica Tassone. |
Quindi ricapitolando: io e Marcello abbiamo scritto la sceneggiatura e insieme ad Erica Tassone stiamo realizzando gli storyboards, nel frattempo abbiamo già vagliato alcune opzioni sugli attori e sulle location che per ora preferiamo non mostrare per non svelare troppo.
Per chi deciderà di seguirci in questo percorso sappiate che molto presto arriverà un primo teaser poster insieme ad alcune foto della location principale.
Infine voglio dire che essere di nuovo al lavoro su un film è una cosa bellissima e che per questo devo ringraziare soprattutto Erica, che mi ha dimostrato come in ogni occasione, il vero significato dell'amore: desiderare il meglio per la persona amata.
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